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Olivocarne

Qui l’intenzione progettuale era quella di raccontare la Sardegna (terra d’origine del proprietario del ristorante) attraverso riferimenti iconografici a capisaldi della sua economia tradizionale (tessitura e pastorizia) e la citazione dell’opera di un artista isolano contemporaneo, Eugenio Tavolara, che molto ha fatto nell’arco della sua vita per la valorizzazione e la salvaguardia della cultura tradizionale sarda. Il racconto è stato condotto sul filo di un linguaggio che strizza l’occhio al design contemporaneo, avvalendosi anche della collaborazione di abili artigiani sardi che hanno plasmato un gigantesco bassorilievo d’ispirazione bucolica ed hanno dato vita ad un popolo di contadini, cavalieri, pastori, cinghiali e cacciatori che animano le pareti del ristorante in una sorta di galleria immaginaria evocativa della vita rurale sarda.

Entrando nel ristorante ci si trova immediatamente di fronte ad una composizione in rilievo realizzata in terracotta texturizzata, evocante un gregge di pecore, che fa da sfondo ad una teoria di tavoli e sedie allineati a ridosso di una lunga seduta sospesa rivestita con un tessuto tradizionale sardo.

Procedendo verso l’interno si attraversa una saletta intermedia caratterizzata dall’uso di un colore pastello piuttosto saturo (caratteristico della cultura decorativa della Sardegna meridionale) e da una seduta continua sospesa rivestita col tipico tessuto che storicamente si utilizzava per confezionare le bisacce nel paese di Samughèo.

Da qui una scaletta di sette gradini in pietra, flottanti, superando un dislivello di 140cm, dà accesso a una sala di belle proporzioni dove trovano posto molti tavoli ed un’importante zona bar. Quest’ultima consiste essenzialmente in un grande banco che costeggia la scala protendendosi verso la saletta inferiore, interamente rivestito in Corian® color tortora, parzialmente inciso con motivi geometrici ripresi dai tappetti tradizionalmente tessuti nel paese di Mògoro. Alle sue spalle due lunghi pensili scatolari per bottiglie e bicchieri sono caratterizzati da pannelli incisi scorrevoli orizzontali e verticali, che possono assumere diverse configurazioni di layout.

La sala prospiciente – sovrastata da un ampio lucernario da cui piove abbondante luce naturale – è caratterizzata da un tendaggio in lino blue/viola che copre un’intera parete, dal cui drappeggio emergono quattro specchi ovali dal bordo molato, retroilluminati, che paiono essere sospesi nel vuoto. Le rimanenti due pareti sono interamente ricoperte da lastre continue dello stesso Corian® che riveste il bar; sulla loro superficie sono state distribuite un gran numero di formelle in rilievo (realizzate in Corian® color caffè) raffiguranti animali, personaggi ed elementi dell’iconografia tradizionale sarda, ispirate al lavoro dell’artista isolano Eugenio Tavolara.

Realizzato da: Arch. Pierluigi Piu

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Luogo: Londra, UK

Stile: Contemporaneo

Planimetria: Scarica