Olivomare
OLIVOMARE appartiene brand londinese “Olivo” ed è un ristorante che propone la cucina del mare; peculiarità enfatizzata dal linguaggio formale e decorativo adottato per definirne la fisionomia attraverso l’uso di riferimenti più o meno palesi all’ambiente marino: il banco di pesci del grande pannello/puzzle ispirato all’opera del visionario artista Maurits Escher, in cui ogni singola porzione di colore è ritagliata al laser da fogli di laminato plastico e poi giustapposta sulla superficie verticale; la sequenza lineare di “tentacoli” tubolari luminescenti cascanti dal soffitto ed evocanti la presenza di un banco di vaganti meduse; la grande vetrata a losanghe in cui si ravvisano maglie delle reti da pesca, che fa apparire la sala da pranzo più ampia e consente di ottenere la massima integrazione visiva fra sala da pranzo e corridoio d’ingresso, mentre altri elementi caratterizzanti della sala sono la seduta continua sospesa su staffe di acciaio nascoste ed il banco del bar interamente rivestito in candido Corian.
Gli accessi al ristorante ed ai piani superiori sono definiti da una pannellatura scomposta in elementi fissi e mobili che integra in sé le relative porte e riprende le cromie della parete decorata della sala principale.
Nella luminosa saletta da pranzo disposta sul retro, il rivestimento della parete curvilinea è caratterizzato da un rilievo ondiforme chiaramente ispirato alla superficie sabbiosa della spiaggia modellata dal vento e, in fine, l’intrico dei rami di un rosso banco corallino – inciso in bassorilievo sulle pareti – avvolge interamente il visitatore e, combinandosi con le porte “invisibili” d’accesso a guardaroba e toilettes, aggiunge alla sorpresa un momentaneo senso di disorientamento
All’interno delle toilettes un grande pannello a specchio discosto dalla parete sormonta i lavabi in Corian e la rubinetteria dissimulando le attrezzature sanitarie.
Ad esaltare ed unire ciascuno di questi elementi un mare di bianco, che inonda tutte le componenti circostanti, dalle pareti ai soffitti, dal pavimento in resina al banco bar, si pone come fondale neutro indifferenziato che disattende intenzionalmente la facile e scontata aspettativa dell’uso del blu.

